Effetti dell’alcool sul sistema endocrino: focus sulla funzione tiroidea e sulle proteine di trasporto degli ormoni tiroidei

Dr.Vincenzo Piazza – Specialista Endocrinologo

Effetti dell’alcool sul sistema endocrino: focus sulla funzione tiroidea e sulle proteine di trasporto degli ormoni tiroidei

Il consumo di alcool esercita effetti profondi sul sistema endocrino, interferendo con molteplici assi ormonali. Tra questi, l’asse ipotalamo–ipofisi–tiroide risulta particolarmente sensibile sia all’esposizione acuta sia a quella cronica. Il presente articolo sintetizza gli effetti dell’alcool sulla regolazione centrale della funzione tiroidea, sugli effetti diretti sulla ghiandola tiroidea, sul metabolismo periferico degli ormoni tiroidei e sulle alterazioni delle proteine di trasporto, sottolineando le implicazioni cliniche e diagnostiche.

Intruduzione

L’alcool etilico è una sostanza psicoattiva ampiamente consumata e rappresenta una delle principali cause prevenibili di morbilità a livello globale. Oltre ai noti effetti neurotossici ed epatotossici, l’alcool determina un’alterazione significativa dell’omeostasi endocrina. Numerosi studi hanno documentato disfunzioni a carico di diversi assi ormonali, rendendo il sistema endocrino un importante bersaglio della tossicità alcoolica.

Disfunzioni endocrine indotte dall’alcool

Il consumo cronico di alcool è associato a disfunzioni di molteplici assi endocrini. L’asse ipotalamo–ipofisi–gonadi risulta frequentemente compromesso, con riduzione dei livelli di testosterone nell’uomo, alterazioni della spermatogenesi, disfunzioni mestruali e infertilità nella donna. Più in particolare l’alcool etilico esercita effetti deleteri sulla funzione gonadica attraverso meccanismi centrali e periferici, interferendo con l’asse ipotalamo–ipofisi–gonadi e con la funzione diretta di testicoli e ovaie. Nell’uomo, l’alcolismo cronico determina una riduzione della secrezione di gonadotropine e un’azione tossica diretta sulle cellule di Leydig e di Sertoli, con conseguente diminuzione della produzione di testosterone, alterazione della spermatogenesi e riduzione della qualità seminale. A livello testicolare, l’etanolo e i suoi metaboliti inducono stress ossidativo, disfunzione mitocondriale e apoptosi cellulare, contribuendo a oligozoospermia, astenozoospermia e aumento delle anomalie morfologiche degli spermatozoi. Dal punto di vista clinico, ciò si traduce in ipogonadismo, riduzione della libido, disfunzione erettile e infertilità. Tutto ciò è sintetizzato nell’aforisma: “l’alcool aumenta il desiderio sessuale, per l’azione disinibente, ma ne impedisce la realizzazione”
Nella donna, l’alcool interferisce con la funzione ovarica alterando la secrezione pulsatile di gonadotropine e compromettendo la maturazione follicolare. L’esposizione cronica è associata a disfunzioni ovulatorie, irregolarità mestruali e ridotta riserva ovarica funzionale. Inoltre, a livello ovarico, l’alcool favorisce lo stress ossidativo e alterazioni dell’ambiente follicolare, con potenziale impatto negativo sulla qualità ovocitaria. Anche l’alterazione del metabolismo estrogenico epatico può contribuire a squilibri ormonali sistemici. Nel complesso, questi meccanismi determinano una riduzione della fertilità femminile e un aumento del rischio di complicanze riproduttive.
In entrambi i sessi, l’alcolismo cronico si associa a una compromissione globale della funzione gonadica, spesso parzialmente reversibile con l’astinenza, sottolineando il ruolo centrale dell’alcool quale fattore “endocrine disruptor” nella fisiologia riproduttiva.
L’asse ipotalamo–ipofisi–surrene mostra spesso uno stato di iperattivazione cronica, caratterizzato da aumentata secrezione di cortisolo.
L’alcool infatti stimola la secrezione ipotalamica di CRH, incrementa la produzione ipofisaria di ACTH e determina ipersecrezione di cortisolo da parte della corticale surrenalica. Nei soggetti con alcolismo cronico si osserva perdita del ritmo circadiano e ridotta sensibilità al feedback negativo del cortisolo.
Il cortisolo inoltre esercita un potente effetto catabolico sul muscolo scheletrico, inibendo la sintesi proteica attraverso la soppressione della via IGF-1/Akt/mTOR e stimolando la proteolisi mediante l’attivazione del sistema ubiquitina–proteasoma. Questi meccanismi conducono a sarcopenia, riduzione della forza muscolare e aumento della fragilità.
L’alcool interferisce inoltre con l’asse somatotropo, determinando una riduzione della secrezione di ormone della crescita e dei livelli di IGF-1. Il metabolismo glucidico risulta alterato, con sviluppo di insulino-resistenza e aumento del rischio di diabete mellito. Tali disfunzioni contribuiscono in modo significativo alle complicanze sistemiche osservate nei pazienti con disturbo da abuso cronico di alcol.

Meccanismi biochimici dell’inibizione di TRH e TSH indotta dall’alcol

L’alcool inibisce la secrezione ipotalamica di TRH e riduce la risposta ipofisaria del TSH. Nei soggetti con alcolismo cronico i livelli di TSH risultano spesso normali o lievemente ridotti, configurando un quadro di ipotiroidismo centrale funzionale. Più in particolare, l’alcool etilico esercita un effetto inibitorio sulla funzione tiroidea prevalentemente attraverso un’azione centrale a carico dell’asse ipotalamo–ipofisi–tiroide. A livello ipotalamico, l’alcol interferisce con l’attività dei neuroni parvicellulari del nucleo paraventricolare responsabili della sintesi e secrezione della thyrotropin-releasing hormone (TRH). Il meccanismo biochimico dominante è rappresentato dal potenziamento del tono GABAergico, mediato dalla modulazione allosterica positiva dei recettori GABA, che determina iperpolarizzazione neuronale, riduzione della frequenza di scarica e soppressione della trascrizione del gene prepro-TRH. Contestualmente, l’alcool inibisce la trasmissione glutammatergica attraverso la riduzione dell’attività dei recettori NMDA e AMPA, privando i neuroni TRH di un fondamentale stimolo eccitatorio.
Ulteriori contributi inibitori derivano dalla riduzione del tono noradrenergico e serotoninergico ipotalamico, entrambi fisiologicamente stimolanti la secrezione di TRH. L’alcolismo cronico, inoltre, attiva in modo persistente l’asse ipotalamo–ipofisi–surrene, determinando ipercortisolemia funzionale; il cortisolo, attraverso il legame ai recettori glucocorticoidi espressi nei neuroni TRH, esercita un feedback negativo diretto sulla trascrizione del gene TRH, amplificando l’inibizione centrale.
A livello ipofisario, l’alcool riduce la risposta delle cellule tireotrope allo stimolo del TRH, alterando i meccanismi di segnalazione intracellulare dipendenti da AMP ciclico–PKA–CREB e determinando una secrezione inappropriatamente bassa di thyroid-stimulating hormone (TSH) rispetto ai livelli periferici degli ormoni tiroidei. L’effetto combinato di inibizione ipotalamica e ridotta sensibilità ipofisaria configura un quadro di ipotiroidismo centrale funzionale, frequentemente osservato nei soggetti con alcolismo cronico e generalmente reversibile con l’astinenza.

Effetti diretti dell’alcool sulla ghiandola tiroidea, sulle proteine di trasporto e implicazioni diagnostiche

L’etanolo esercita un effetto citotossico diretto sui tireociti, compromettendo la captazione dello iodio e la sintesi degli ormoni tiroidei, con riduzione del volume ghiandolare nei casi di esposizione cronica.
Il fegato svolge un ruolo centrale nel metabolismo degli ormoni tiroidei. Nell’alcolismo cronico si osserva una ridotta attività delle desiodinasi, con diminuzione della conversione della T4 in T3 e aumento della reverse T3.
La disfunzione epatica altera la clearance e la distribuzione degli ormoni tiroidei, rendendo complessa l’interpretazione dei test di funzionalità tiroidea.

L’alcool etilico esercita infatti effetti diretti sulla ghiandola tiroidea interferendo con la funzione dei tireociti e con la sintesi degli ormoni tiroidei. L’esposizione cronica all’etanolo è associata a riduzione del volume tiroideo e a rimodellamento strutturale della ghiandola, verosimilmente mediati da stress ossidativo e microdanno follicolare. Il tireocita, fisiologicamente esposto a un ambiente ossidante per la produzione di perossido di idrogeno necessario all’attività della tireoperossidasi, risulta particolarmente vulnerabile all’aumento delle specie reattive dell’ossigeno indotto dall’alcool, con compromissione dell’organificazione dello iodio, della sintesi della tireoglobulina e della riserva secretoria complessiva. Parallelamente, l’alcolismo cronico altera il metabolismo periferico degli ormoni tiroidei attraverso la riduzione dell’attività delle desiodinasi epatiche, favorendo una diminuzione della conversione della tiroxina in triiodotironina biologicamente attiva.
Un aspetto centrale riguarda il trasporto plasmatico degli ormoni tiroidei: la thyroxine-binding globulin (TBG) e la transtiretina (TTR) sono sintetizzate dal fegato, e l’alcolismo cronico, in particolare in presenza di cirrosi, ne altera profondamente la dinamica. In tali condizioni si osserva non solo una riduzione quantitativa della sintesi di queste proteine, ma anche modificazioni qualitative, incluse alterazioni della glicosilazione e delle proprietà di legame per T4 e T3, nonché variazioni della loro clearance plasmatica. A ciò si associa frequentemente una riduzione dell’albumina, che contribuisce ulteriormente alla diminuzione della frazione ormonale legata. Il risultato è una riduzione dei livelli di T4 e T3 totali, spesso in presenza di concentrazioni di ormoni liberi nei limiti di norma. Dal punto di vista diagnostico, questo insieme di alterazioni configura un quadro tipico di low-T3 syndrome, sovrapponibile alla “Euthyroid sick syndrome”, caratterizzato da bassi livelli di T3, T4 normale o lievemente ridotta e TSH inappropriatamente normale o basso. Tale profilo non riflette un ipotiroidismo primitivo, ma un adattamento metabolico alla malattia cronica e allo stress sistemico indotto dall’alcol, rendendo essenziale un’interpretazione integrata dei test di funzionalità tiroidea basata su TSH e ormoni liberi, evitando diagnosi e trattamenti sostitutivi inappropriati. -+630

Conclusioni

L’alcool esercita un’azione endocrina multifattoriale e sistemica. Per quanto riguarda la funzione tiroidea, le alterazioni osservate sono prevalentemente funzionali e reversibili, ma possono simulare patologie tiroidee primitive. Una corretta interpretazione clinica specialistica è essenziale per evitare diagnosi e trattamenti inappropriati.

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Effetti dell’alcool sul sistema endocrino: focus sulla funzione tiroidea e sulle proteine di trasporto degli ormoni tiroidei
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