Introduzione
Il sovraccarico cronico di ferro rappresenta una delle principali cause di danno multiorgano nelle patologie ematologiche e metaboliche, con particolare coinvolgimento del sistema endocrino. Le condizioni cliniche più frequentemente associate a un accumulo patologico di ferro sono la talassemia trasfusione-dipendente e l’emocromatosi ereditaria da mutazione del gene HFE. Sebbene differenti per eziologia e modalità di accumulo, queste patologie condividono meccanismi patogenetici comuni che conducono a una progressiva compromissione della funzione delle ghiandole endocrine.
Fisiopatologia del sovraccarico di ferro
L’organismo umano non possiede meccanismi fisiologici attivi per l’eliminazione del ferro in eccesso. Pertanto, un aumento cronico dell’introito o dell’assorbimento intestinale porta a un accumulo progressivo del metallo nei tessuti. Il ferro circolante non legato alla transferrina (NTBI, non-transferrin bound iron) è particolarmente tossico, in quanto può entrare facilmente nelle cellule.
Il ferro libero è coinvolto nella generazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) attraverso le reazioni di Fenton e Haber-Weiss. Nella reazione di Fenton, il ferro ferroso (Fe2+) catalizza la conversione del perossido di idrogeno in radicali idrossilici altamente reattivi. Questi radicali provocano:
• perossidazione lipidica delle membrane cellulari
• danno a proteine e DNA
• disfunzione mitocondriale
• attivazione di apoptosi e fibrosi tissutale
Le ghiandole endocrine sono particolarmente vulnerabili a questi effetti per l’elevata vascolarizzazione, intensa attività metabolica e limitata capacità antiossidante. Il danno ossidativo cronico porta a una progressiva perdita di cellule secernenti e sostituzione fibrotica, causando insufficienza ghiandolare.
Talassemia ed emosiderosi trasfusionale
La talassemia è caratterizzata da un difetto della sintesi delle catene globiniche dell’emoglobina. Nelle forme maggiori, i pazienti richiedono trasfusioni regolari fin dall’infanzia. Ogni unità di sangue apporta circa 200–250 mg di ferro, che si accumula nei tessuti sotto forma di emosiderina, determinando emosiderosi trasfusionale.
Le endocrinopatie rappresentano una delle principali complicanze a lungo termine e possono manifestarsi precocemente, specialmente in assenza di terapia chelante adeguata.
Emocromatosi ereditaria da mutazione HFE
L’emocromatosi ereditaria è una patologia autosomica recessiva, più frequentemente associata alla mutazione C282Y del gene HFE. La ridotta produzione di epcidina comporta un aumento dell’assorbimento intestinale di ferro e un accumulo progressivo nei tessuti.
A differenza della talassemia, l’accumulo di ferro è più lento e le manifestazioni cliniche compaiono tipicamente in età adulta. Tuttavia, senza diagnosi e trattamento precoci, il danno endocrino può diventare significativo e irreversibile.
Endocrinopatie da sovraccarico di ferro
Ipofisi
L’ipofisi anteriore è tra le prime ghiandole colpite. Il ferro si accumula principalmente nelle cellule gonadotrope e somatotrope, riducendo la secrezione di LH, FSH e GH. Questo provoca:
• ipogonadismo ipogonadotropo
• ritardo o arresto puberale
• deficit di crescita nei bambini
Gonadi
Il danno può essere centrale (ipofisario) o periferico (diretto):
Uomo: riduzione del testosterone, alterazione della spermatogenesi, infertilitĂ
Donna: disfunzione ovarica, anovulazione, amenorrea, insufficienza ovarica precoce
Tiroide La tiroide è particolarmente sensibile allo stress ossidativo. I meccanismi patogenetici comprendono:
• deposito di ferro nelle cellule follicolari
• perossidazione lipidica
• fibrosi interstiziale
• ridotta risposta al TSH
• possibile coinvolgimento ipofisario centrale
Paratiroidi Il ferro può accumularsi nelle paratiroidi, causando ipoparatiroidismo con:
• ipocalcemia
• iperfosfatemia
• crampi muscolari, parestesie
• aumento del rischio di osteoporosi
Pancreas endocrino Il deposito di ferro compromette le cellule beta pancreatiche, determinando diabete mellito secondario (diabete bronzino), frequente nell’emocromatosi.
Terapia del sovraccarico di ferro
Talassemia: la terapia chelante è fondamentale. Il deferasirox (Exjade®) lega il ferro libero e ne favorisce l’eliminazione. L’efficacia dipende da precocità di inizio e aderenza terapeutica.
Emocromatosi ereditaria: la salassoterapia periodica è la terapia di prima scelta, mentre la chelazione farmacologica è riservata a casi selezionati.
Conclusioni
Il sovraccarico cronico di ferro rappresenta una causa rilevante di endocrinopatie secondarie, con coinvolgimento di ipofisi, tiroide, gonadi, paratiroidi e pancreas. Talassemia ed emocromatosi condividono meccanismi patogenetici comuni, dominati dallo stress ossidativo mediato dal ferro. La diagnosi precoce, il monitoraggio endocrinologico e un trattamento adeguato sono essenziali per prevenire danni irreversibili e migliorare la prognosi a lungo termine.