FUMO E TIROIDE

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TALASSEMIA E TIROIDE
IPOTIROIDISMO E IPERTIROIDISMO TRANSITORI NEL NEONATO DI MADRI CON TIROIDITE AUTOIMMUNE (HASHIMOTO E BASEDOW)  
VALPROATO DI SODIO (DEPAKIN), FARMACI ANTIEPILETTICI E IPOTIROIDISMO SUBCLINICO
DRONEDARONE (MULTAQ CPR 400 MG) E TIROIDE
TIROIDE E SUNITINIB (SUTENT)
 
Articolo Dr. Piazza - L'opinione personale n.2 - febbraio 2016
 
"Medicina Metropolitana" - Periodico di Informazione per la Salute ed il Benessere Anno I - Gennaio/Febbraio 2013
 
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"Palermo Medicina Metropolitana" - Periodico di Informazione per la Salute ed il Benessere - Anno 2 - n. 2 - Giugno 2008
 
"Palermo Medicina Metropolitana" - Periodico di Informazione per la Salute ed il Benessere - Anno 1 - n. 1 - Settembre 2007
 

 

 

Il fumo di sigaretta, oltre a rappresentare un importante fattore di rischio per lo sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari, respiratorie etc., influisce, con meccanismo ancora non chiarito, sulla funzionalità della ghiandola tiroidea.

La gran parte degli studi hanno rilevato che nei fumatori vi sono livelli più bassi di TSH (tireotropina o ormone tireostimolante prodotto dall'ipofisi) e livelli più elevati di ormoni tiroidei rispetto ai non fumatori.
Quindi nei soggetti fumatori si verifica una condizione di iperattivazione funzionale tiroidea tipica dell'ipertiroidismo associato al Morbo di Graves-Basedow.
Questo aumentato rischio di sviluppare l’ipertiroidismo autoimmune è completamente reversibile se si smette di fumare.

L'associazione tra fumo di sigarette e ipotiroidismo, invece, non è dimostrata, anzi, nei fumatori sembra che vi sia una diminuita incidenza di ipotiroidismo autoimmune ed una minore probabilità di trovare livelli elevati di TSH e autoanticorpi tiroidei AbTPO e AbTg.
Uno studio norvegese ha confermato l'associazione tra il vizio del fumo di sigarette e l'ipertiroidismo ma, per la prima volta, ha dimostrato una bassa prevalenza di ipotiroidismo conclamato tra i fumatori.

Lo studio ha riguardato circa 20 mila donne e 10 mila uomini che non avevano sofferto di tiroide prima di essere inseriti nel monitoraggio della funzione ghiandolare.
In tutti i soggetti, divisi per categorie fumatori, non fumatori ed ex fumatori, sono stati dosati il TSH e monitorata la prevalenza di ipo e ipertiroidismo.
Nel gruppo dei fumatori sono stati riscontrati livelli più bassi di TSH, una più elevata prevalenza di ipertiroidismo e una minore prevalenza di ipotiroidismo.
Lo studio è in accordo con i dati presenti in letteratura che documentano l’aumentato rischio di Graves nei fumatori.
Nei soggetti che decidevano di smettere di fumare si è osservato un graduale aumento dei valori del TSH e che, dopo circa 10 anni dall'aver smesso, i valori di ormone tireotropo non differivano dai soggetti che non avevano mai fumato.
Inoltre negli ex fumatori, anche la prevalenza sia dell’iper che dell'ipotiroidismo era simile a quella dei non fumatori.
Ne deriva quindi che la predisposizione all’ipertiroidismo è reversibile e si annulla smettendo di fumare.
Cosa inali fumando?

Smettere di fumare rimane un risultato da perseguire in quanto, anche se per la prima volta si è dimostrato che l'ipotiroidismo è meno probabile nei fumatori, resta comunque l'esposizione ad un rischio maggiore di sviluppare ipertiroidismo.

Asvold BO et al. "Tobacco smoking and thyroid function: a population-based study".
Arch. Intern. Med. 2007 Jul 9; 167(13): 1428-32

 

 

 

 

 
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